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mercoledì 13 dicembre 2017

UN AUGURIO PARTICOLARE



Nei pressi della tomba di Monia Di Domenico (brutalmente assassinata l'11 gennaio scorso) è stato creato un piccolo giardino dove gli straziati genitori (per lenire il dolore) hanno piantato a più riprese delle viole mammole (puntualmente rubate).
Hanno piantato anche dei cartelli per avvertire i distratti di non gettare l'acqua sulle piante del giardinetto per non farle marcire.
Ora che si avvicina Natale, il 1° Natale senza Monia, i genitori per far sentire il calore della famiglia hanno posizionato nei pressi della tomba un piccolo albero di Natale addobbato con dei biglietti in cui, augurando un Buon Natale, "sembrano elemosinare" un po' di rispetto per Monia.

Anche Corropoli ha i suoi incivili.

venerdì 1 dicembre 2017

IL CIMITERO DEI CARTELLI



Tempo fa avevamo segnalato come al cimitero di Corropoli siano presenti dei ladri.
Avevamo evidenziato come dall'aiuola di una ragazza, perita drammaticamente, erano state portate via delle piantine di viole. Ripiantate queste erano state rubate di nuovo. (CLICCA QUI)
Evidentemente il fenomeno del furti al cimitero si sta allargando. Se era saltuario negli anni precedenti, oggi si presenta piuttosto intensificato.
Sindaco, qualche telecamerina... no?
Solo per il gusto di conoscere l'identità di questi ladri... ridotti proprio male.

martedì 21 novembre 2017

LADRI DA CIMITERO



Ricordate questa foto?
Ci aveva colpito il cartello che con gentilezza chiedeva di non gettare l'acqua sui fiori e ne spiegava anche il perché.
Il cartello è stato messo dai genitori di Monia Di Domenico, la psicologa brutalmente assassinata dal suo inquilino moroso, che proprio lì vicino, dalla sua tomba, continua a sorridere ai parenti, agli amici, ai passanti e... ai ladri.
Sì, perchè a Corropoli stanno sfacciatamente dilagando i ladri di fiori al cimitero.
Vedete quelle viole o pansée piantate intorno al cartello? Sono state rubate!
I familiari di Monia pazientemente le hanno piantate di nuovo. Ebbene... sono state di nuovo rubate e i ladri hanno pensato anche a ricoprire il buco creatosi in seguito al loro sradicamento.
Ladro/a, se le hai prese per piantarle sulla tomba dei tuoi cari, penso che essi non saranno contenti di questo addobbo.
Ladro/a, se le hai prese per ornare il tuo giardino sei un essere miserevole... senza rispetto per il dolore altrui.
Ladro/a, se le hai prese per fare un dispetto... oltre che ladro/a sei anche vigliacco/a.
Ladro/a, pensa anche che quando anche tu sarai là al cimitero (ma non da vivo/a), qualcuno potrebbe ricambiare lo "scherzetto".
Ma tu, ladro/a, visto il tuo infimo livello morale... probabilmente non avrai alcuno che si preoccuperà di piantarti un fiore... per cui, i fiori ce li hai già, piantateli in anticipo.

mercoledì 1 novembre 2017

LO SCEMPIO CONTINUA

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Abbiamo più volte sottolineato che il cimitero di Corropoli è uno dei più curati della Vallata... e di tanto in tanto si arrichisce di scempi architettonici.
Il 1° novembre 2015 alcune persone ci fecero notare una particolarità architettonica (le foto risalgono a quella data).




La cappella costruita in mattoni sullo sfondo (una delle più antiche presenti al cimitero e dovrebbe risalire ai primi del Novecento) e che ripropone nel suo piccolo una chiesa in stile romanico, è stata affiancata da una moderna cappella in cemento armato in perenne stasi da costruzione. 
Quest'ultima cappella non solo stona, non solo copre la veduta dell'antica cappella, ma ha ristretto il passaggio per altre zone del cimitero.
Oggi, 1° novembre 2017, lo stretto passaggio fra le due costruzioni è ricoperto di guano di piccioni e, quindi, pericoloso per sbadati avventori.






venerdì 27 ottobre 2017

QUESTO E' TROPPO - 2 foto



Che Corropoli sia tra i Comuni (vibratiani e non) che mettono a disposizione dei cittadini un cimitero estremamente curato... è risaputo.

Ma trovare tra le aiuole comunali (fiorite) anche un cartello che dà suggerimenti... è il massimo.
Quando i cittadini collaborano con il custode del sacro luogo: Valter Tarquini, che svolge il suo lavoro con grande amore e dedizione. Grazie Valter, degno successore di Mauro De Annuntiis (1955-2008).
Con quest'ultimo, all'inizio di questo millennio, il cimitero corropolese, da zona selvaggia, è diventato luogo curato non solo a novembre ma durante tutti i mesi dell'anno!


lunedì 25 luglio 2016

FA SENSO



Fa senso vedere la tomba di un grande di Corropoli - Gennaro Flajani - tumulato così nel cimitero di Corropoli. Si spera in una tumulazione momentanea e non perpetua.
Per chi non lo sapesse Gennaro Flajani viene descritto così da Pasquale Rasicci nel suo libro "Corropoli -  Storia - Arte - Fede - Memorie": "Da un'idea nata nel marzo 1939 dell'allora preside della provincia, Grand'Uff. Gennaro Flaiani, e portata a concretezza dall'Avv. Vittorino Tarquini, il 17 aprile 1955, l'ex Monastero dei Celestini divenne un modernissimo Preventorio Antitubercolare."
Fa senso vedere che ad un personaltà corropolese sia riservata una tomba del genere;
fa senso vedere che gli sia stata intitolata una mezza strada che si dirupa in una scarpata.


giovedì 3 dicembre 2015

UNA SEPOLTURA NON SOLITA



Oggi, è proprio il caso di dirlo, è tornato alla terra (a cui era tanto legato) Attilio D'Addezio. Egli, alla cremazione o alla sepoltura in loculi, ha preferito essere seppellito alla vecchia maniera.
Rileviamo che in 16 anni sono stati 6 i corropolesi che hanno scelto questo tipo di sepoltura. Ad inaugurare il ritorno alla terra, dopo un'esplosione di cappelle, cappellette e loculi "condominiali" è stato Carino Di Addezio, fratello di Attilio (sebbene il cognome sia scritto in maniera diversa). 
Il fenomeno va in crescendo. Nel 2015 sono stati registrati due casi.

giovedì 15 ottobre 2015

CORROPOLI: CIMITERO MODELLO


Mentre in altri Comuni ci si lamenta per le condizioni di abbandono e di degrado dei cimiteri locali a pochi giorni dalla Commemorazione dei Defunti, a Corropoli tutto procede nella normalità e la cura (iniziata con Mauro D'Annuntiis e perseguita da Valter Tarquini), continua ad essere applicata durante tutto l'anno.
Ve lo dimostra questa foto scattata il 5 luglio 2015.


I due cipressi ai lati dell'ingresso sono stati "spuntati" perché nelle giornate di vento ondeggiavano paurosamente. Il viale si presenta pulito e ordinato. L'area intorno alle pattumiere e le siepi non denotano mancanza di cura.
I cipressi però, se guardate bene, presentano delle zone rossastre nella chioma: sono state attaccate da pidocchi e una disinfestazione non farebbe proprio male.

In altri Comuni invece. (foto pubblicate da cityrumors.it)