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domenica 23 luglio 2017

SERATA INDIMENTICABILE... MA... - video


Ieri sera, 22 luglio 2017, serata indimenticabile in piazza Piè di Corte. 
Sul palco l'orchestra giovanile del Conservatorio "Pergolesi" di Fermo e l'instancabile Stefania Pompeo che ci ha letto versi di poeti corropolesi.
Una serata che, con poco, poteva diventare "MAGNIFICA"... ma così non è stato per i seguenti motivi:
1) il posizionamento di un faro inopportunamente collocato che illuminava, pardon accecava, buona parte del pubblico, lasciando in ombra gli artisti;
2) la presenza di cani in piazza che a più riprese hanno cominciato ad abbaiare;
3) mentre in versi si decantavano le bellezze della piazza, del campanile, della fontana... abbiamo scoperto che quest'ultima era in condizioni pietose come si dimostra nel filmato seguente:



Come si fa a sistemare un faro così?


venerdì 21 luglio 2017

UN'INIZIATIVA CULTURALE




Quando musica e poesia si incontrano nasce una di quelle serate serene, rilassanti e placide che non sono fatte per quelli che amano i ritmi della vita moderna.
Ci ha felicemente sorpresi l'iniziativa, sorretta dall'Amministrazione comunale, portata avanti da Stefania Pompeo e denominata "Note e poesia sotto le stelle".
Ci ha sorpresi ancora di più notare che le poesie non sono di autori nazionali ma di cittadini corropolesi che vivono o hanno vissuto la loro quotidianità in questo Comune. 

Ci ha sorpresi ancora il fatto che questa manifestazione sia partita dall'iniziativa di un privato, quando sul territorio esistono associazioni che dovrebbero promuovere la cultura e i talenti locali.
Questa manifestazione ha, inoltre, un altro merito extracorropolese: ha dato modo a dei giovani di mettere in mostra le loro capacità: ci riferiamo ai giovani musicisti dell'Orchestra d'archi del Conservatorio "Pergolesi" di Fermo.


domenica 30 ottobre 2016

TERREMOTO: UN CONTRIBUTO POETICO



Il tema del 4° concorso di poesia "G. D'Annuntiis" deve essere stato particolarmente stimolante, se ha spinto persone che vivono a Corropoli a partecipare a questo certame non proprio facile.
Dopo Maria Cipolletti abbiamo scoperto che c'è una ragazza che vive a Corropoli (in quanto vi frequenta l'Istituto Aeronautico) e che si è cimentata in questa gara narrando il suo viaggio, provocato da un mostro implacabile (il terremoto) che ancor oggi, dal 6 aprile 2009, non è pago di sangue e sofferenze.
Il lungo racconto poetico di Maria Laura Diano, oggi residente a Lanciano ma prima a L'Aquila, comincia così:


Per leggere la poesia tutta intera CLICCA QUI.


venerdì 28 ottobre 2016

POETESSA PER CASO



Maria Cipolletti non è una poetessa, ma il IV Concorso di poesia corropolese l'ha spinta ad esternare i suoi sentimenti, le sue aspettative, la gioia di vivere e la delusione del vivere in seguito alla perdita di suo marito, scomparso prematuramente in maniera tragica.
La sua poesia ci piace per la sua semplicità e spontaneità. Sgorga direttamente dal cuore non passando per la ragione.



domenica 16 ottobre 2016

POESIA - IL RISCATTO DEL SUD



Domenica 23 ottobre 2016, presso la Badia di Corropoli, alle 17,30 ci sarà la premiazione degli 8 poeti selezionati per il 4° concorso di poesia in lingua italiana (intitolato a Gaetano D'Annuntiis) sul tema "Il viaggio".
Conosciamo già i loro nomi e la loro provenienza (che abbiamo rappresentato con un puntino rosso). Ve li proponiamo partendo dal Nord.

Rodolfo Vettorello --- Milano
Anna Elisa De Gregorio --- Ancona
Angela Falcucci --- Tortoreto (Teramo)
Sandro Galantini --- Giulianova (Teramo)
Franco Fiorini --- Frosinone
Enzo Bacca --- Larino (Campobasso)
Giovanni Caso --- Salerno
Francesco Palermo --- Brindisi

giovedì 19 maggio 2016

CONCORSO DI POESIA - 2016



E' stato bandito il IV concorso nazionale di poesia in lingua italiana "Gaetano D'Annuntiis". 
Il tema del concorso è "Il viaggio". 
Per leggere il regolamento completo e lo schema di domanda di partecipazione, clicca sull'immagine.

venerdì 11 settembre 2015

            6 APRILE… L’INIZIO DI UN VIAGGIO

Pianto, grida, dolore.
Si balla, si cade, si sussulta ancora.
È buio, 
sol il chiarore delle stelle ci illumina la via della salvezza.
La terra bolle di calda sofferenza,
nel freddo della notte, che il nostro cuor vuol gelare. 
Oscuro è il paesaggio: morte e desolazione regnano su tutti noi.
E poi ci sei tu, 
con quel beffardo sorriso che di rabbia ci fa appassire.
Nell’aria acre odor di sangue, cibo eterno della tua anima.
Ed eccoti ancora, 
con quella voce cupa e tenebrosa che tutti fa tremare.
L’angosciante lamento della bambina, in cerca della perduta figura materna:
<<Ti prego, mamma, resta con me, non mi lasciare>>.
Ed ancora.
Altri calcinacci, altro dolore, altre ferite.
<<Corri, non ti fermare!>>.
E poi…
poi il camino non più unito alla parete, il tetto che crolla, il pavimento che sprofonda.
Il buio.
Ti vedo.
Ti vedo e ti sento.
Colgo la tua presenza.
Immenso dragone che, in un sol attimo, con una sola tua fiammata, tutto hai reso cenere:
i nostri sogni, le nostre speranze, le nostre vite.
La polvere offusca il mio animo ma ecco, un soave suono lontano pervade i miei timpani.
Una flebile voce, tra le macerie grigie e sanguinolente.
Una forte tenera mano che mi afferra.
Un grido di gioia bacia attimi di terrore.
Lacrime.
Mi prende e mi porta con sé, il mio alato salvatore.
Ma rieccoti, oh…maledetto! 
Nuova sofferenza vorresti portare…
Angeli e Demoni corron alle armi.
Macchie di dolorosa passione su ogni dove, ma tu, turpe essere, continui a scappare.
Eppure il tuo caliginoso destino è sempre più vicino…sempre più vicino…
Un gioioso lampo di luce squarcia il nero cielo.
Nuove lacrime colmano gli spenti occhi,
lacrime di incredula felicità,
felicità per l’inattesa ed insperata vittoria.
Ora sei ciò che volevi…prigioniero della tua stessa oscurità…e noi della nostra libertà!
Libertà condannata a portare con sé, in eterno, ingombranti catene.
Il ricordo è oramai indelebile in noi.
Ma niente è più come prima…
Persone e monumenti caduti in battaglia.
Vicini allontanati, rapporti come le mura sbriciolati.
Giardini, una volta curati con amore, oggi incolte savane selvagge.
Ancora non ti decidi ad abbandonare le nostre tormentate anime.
Uno spettro invisibile e straziato sei Tu, abominevole essere.
Angosciato dal terrore di vedere le nostre anime sorvolare spensierate i nostri amati monti,
tra le accoglienti e protettive ali della nostra focosa Madre Terra.
Quella stessa Madre che, quel maledetto lunedì, ci fece intraprendere un lungo viaggio…
Un viaggio fisicamente interiore.
Un viaggio che ci ha condotto verso una strada senza ritorno.
Un viaggio alla ricerca di un sé stesso oramai perduto,
alla ricerca di un passato che non può più tornare,
di quella infanzia terminata troppo in fretta per alcuni, per altri, per molti altri, mai vissuta.
Mai vissuta perché…beh, il perché è rimasto sotto le macerie.
Un viaggio durato anni.
Sette dannati anni, in cui il sopravvivere è stato il vero emblema.
Anni in cui nuove cristalline voci hanno inondato le nostre sorde orecchie.
Voci sconosciute che non evocano emozionanti ricordi nelle nostre perse menti.
Nuovo marino intonaco ha coperto le montanari mura che ci han visto nascere.
L’aria salmastra ha pian piano addormentato i nostri polmoni,
l’azzurrino mare i nostri occhi,
la nuova città ha alimentato i nostri sospiri.
Questa terra sconosciuta che troppi anni ci sta considerando suoi figli adottivi ma noi,
in verità,
non ci siam mai sentiti così.

Poesia partecipante al 4° concorso nazionale di poesia "G. D'Annuntiis". Autrice Maria Laura Diano, frequentante l'Istituto Aeronautico di Corropoli.

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